"Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant'anni."

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martedì 12 gennaio 2016

Una stanza piena di gente - D. Keyes

Oggi vi vorrei parlare di un viaggio molto particolare: l'esplorazione della mente di un uomo veramente straordinario, oserei dire, senza remora alcuna, più unico che raro. Vi voglio far conoscere la vera storia di Billy Milligan, il protagonista di Una stanza piena di gente.
"Mentre Boxerbaum e Kleberg esaminavano gli identikit e i dati forniti dalle vittime, tutto sembrava indicare lo stesso aggressore: americano, maschio, bianco, tra i ventitré e i ventisette anni, peso tra i 79 e gli 84 chilogrammi, capelli castani o castano-rossicci. In entrambe le occasioni indossava la giacca di una tuta marrone, jeans e scarpe da ginnastica bianche.
[...] Un'unica differenza significativa tra le due descrizioni suscitò la perplessità di Kleberg e Boxerbaum: il primo uomo portava dei baffi folti e perfettamente curati, mentre il secondo aveva una barba di tre giorni, ma era senza baffi.
<<Suppongo che tra la prima e la seconda volta se li sia tagliati>>, sorrise Boxerbaum.
Il 27 Ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan, accusato di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse all'interno del campus universitario. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconvolgente:
Billy soffre di un gravissimo Disturbo dissociativo dell'identità. Nella sua mente convivono ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra di loro, prendono di volta in volta il comando e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il freddo Arthur, 22 anni, che legge e scrive l'arabo; il pauroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il rabbioso Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di arti marziali; la sensibile Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare ma soffre di dislessia; e poi Allen, Tommy, David, Adalana e Christopher. Così per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un enigma irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, piano piano non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca "il Maestro", la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro, che con la passione e lo slancio di un resoconto in presa diretta ricostruisce l'incredibile vicenda di Billy Milligan e ci permette di entrare in quella "stanza piena di gente" che è la sua psiche.
Ho amato questo libro fino all'ultima riga. Le sue 537 pagine si leggono in un solo respiro. Sicuramente da parte mia c'era un po' di deformazione professionale, tra cervello, personalità multiple, psiche e perizie psichiatriche e psicologiche non sapevo più come calmare la mia gioia, ma vi posso assicurare che, anche per un profano, è un libro assolutamente da divorare.
L'introduzione e l'interazione con le diverse personalità sono descritte in maniera così dettagliata e intensa che sembra davvero di avere a che fare con 24 personaggi differenti. A tratti sembra di essere nella stanza insieme a Billy e al giornalista, sembra di poter respirare la fatica che le persone fanno per farsi capire da coloro che le circondano. Alla fine ci si ritrova a tifare tutti per questo ragazzo completamente stremato dalla fatica di dover gestire 23 altri sé e il mondo che lo circonda. Verrebbe quasi da andare da lui, abbracciarlo e dirgli di stare tranquillo, che ci penseremo noi a trovare un medico bravo che possa risolvere tutta questa situazione.
All'epoca dei fatti, la storia di questo ragazzo fece molto scalpore; Billy Stanley Milligan, a differenza di altre personalità multiple nella letteratura psichiatrica e popolare, divenne un personaggio pubblico controverso fin dal giorno in cui fu arrestato e incriminato. L'opinione pubblica si è sempre divisa tra coloro che credevano e accettavano la diagnosi e altri che, ancora oggi sporadicamente, credevano che fosse un grande impostore. Questo libro lo consiglio proprio agli scettici, a coloro che scansano e che guardano con paura e ribrezzo la patologia mentale, perché il viaggio dentro questa mente lascia sconvolti e turbati, ma induce a riflettere attentamente sull'abisso nascosto in ogni uomo. Perché, come scrive lo stesso Billy all'autore: "Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro".
Se dovessi descrivere Una stanza piena di gente attraverso i miei sensi direi che, per quanto riguarda la vista sarebbe il palcoscenico di un teatro buio e illuminato, dove l'unica luce è data da un faro che casca esattamente al centro del palco; se le mie orecchie potessero parlare direbbero che il libro è una classe di prima media, dove tutti parlano con diverse tonalità per attirare l'attenzione di un solo compagno o di tutti quanti. Il naso invece mi restituisce due odori diversi: quello della polvere che si forma in un appartamento tenuto chiuso per troppo tempo e quello di sudore per uno sforzo protratto per lungo tempo. Al gusto ricorda il caffè bollente senza zucchero, ma con una puntina di miele. Al tatto, invece, è sfuggente, come fosse una seta purissima che vola via al minimo spostamento d'aria.
Anche per oggi, vi saluto e vi bacio tutti.

A presto amici miei!

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